Cibo-Taboo
Quali sono i motivi che portano alla restrizione alimentare
Disturbi del Comportamento Alimentare

Alcuni cibi sono ritenuti dei veri e propri taboo specialmente in alcune culture orientali per ragioni principalmente religiose. Ecco che nell'ebraismo è proibito il consumo di carni non abbattute, o crude, carne di maiale, di coniglio o di origine equina oltre che di determinate specie di pesci. In India la venerazione della "vacca sacra" ne vieta categoricamente il consumo da parte degli adepti della religione induista delle loro carni.

Non mancano comunque taboo culturali, infatti in occidente non vengono consumate le carni di cani e gatti, considerati dai tempi più antichi animali domestici elevati ad un posto "privilegiato" per l'aiuto profuso nella vita quotidiana dell'uomo, mentre si evita di consumare insetti, ratti e pantegane per una repulsione, senso di disgusto e associazione a sporcizia ed infezioni, cosa che avviene invece in diverse regioni della Cina.

Le restrizioni culturali e religiose si estendono anche all'alcol e alla sua produzione, assolutamente vietate nelle comunità musulmane, islamiche e buddiste.

Nei casi dei disturbi alimentari però i taboo non seguono nessuna cultura o religione, nessun dettame logico e per motivi profondamente radicati nella mente di chi è ammalato ci si priva di alimenti ritenuti dannosi, pericolosi per la salute, per la forma fisica, capaci di provocare malattie e di contaminare il corpo. Nei casi più gravi si arriva ad eliminare interi gruppi alimentari con la conseguenza di avere severe mancanze nutrizionali, problemi di accrescimento e sviluppo nei casi pediatrici e adolescenziali, compromissione di funzioni corporee.

Le ragioni che portano ad attribuire caratteristiche di "buono" o "cattivo", "salutare" o "dannoso" ad un alimento sono del tutto soggettive e dettate da convinzioni suggerite da esperienze di vita, come nel caso in cui un bambino che rischia di soffocare con un determinato cibo. L'evitamento di taluni alimenti può rimanere circoscritto ad alcune categorie ma nei casi peggiori, oltre ad evitare dei macrogruppi, si attuano delle restrizioni caloriche importanti atte a minimizzare l'assunzione stessa. In altri casi la preparazione dei prodotti ritenuti meritevoli di essere consumati, può seguire degli iter molto lunghi che partono dalla scelta del punto vendita in cui fare acquisti, alla valutazione del loro imballaggio, ai materiali che potrebbero "contaminarli" entrandovi a contatto, fino alla messa in atto di step routinari e metodici di preparazione che vengono seguiti come un rituale.